Italiani che vendono casa? La metà lo fa per necessità di soldi

Non accenna a diminuire la percentuale di coloro che mettono sul mercato l’abitazione per aiutare i figli, per sostenere la propria impresa in difficoltà o per mantenere un certo standard di vita.

Stefania Aoi

Tra coloro che vendono casa, non diminuisce la percentuale di italiani che lo fa per necessità di denaro. Se nel secondo semestre del 2014 erano costretti a farlo quasi quattro persone su dieci, nel secondo semestre del 2015 queste erano quasi la metà del totale (48,7 per cento). Un dato che si riconferma quasi uguale anche nei primi sei mesi del 2016 (48,4), secondo un’indagine di Tecnocasa.

“Le motivazioni sono sempre le stesse – afferma la responsabile dell’ufficio studi Fabiana Megliola – c’è chi vende le seconde o terze abitazioni per via della tassazione e in molti casi il denaro ottenuto è utilizzato per aiutare i figli ad acquistare l’appartamento dove andare a vivere, o ancora vengono reinvestiti in attività imprenditoriali che hanno vissuto la crisi economica, o vengono utilizzati per mantenere un tenore di vita adeguato al proprio standard”.

Il 38 per cento di coloro che mettono in vendita un immobile lo fa invece per migliorare la qualità abitativa e quindi per comprare una casa più grande o in una posizione migliore. Solo il 14 per cento di coloro che si sono rivolti a Tecnocasa ha venduto per andare a vivere in un’altra città o paese.

Ma quali sono invece le ragioni di chi acquista? In genere i compratori stanno cercando di avere un tetto sotto la testa senza dover pagare un affitto. In questi anni il canone è arrivato a costare anche più della rata del mutuo. Più di tre acquisti su quattro riguardato l’abitazione principale (76,5 per cento). C’è anche chi compra per investimento (il 16,7 per cento), e il 6,8 per cento lo fa per avere una casa vacanza.

Chi acquista ha un’età compresa tra i 18 e i 44 anni e in oltre la metà dei casi (57,5 per cento) lo fa dopo aver ottenuto un mutuo bancario. Anche se in discesa, era del 44,4 per cento nei primi sei mesi del 2015, è comunque ancora importante la quantità di italiani che acquista in contanti (42,5 per cento).